“Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e ’l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”
Plume è un passaggio segreto, dentro la catacomba del nostro cuore si apre un campo oscuro e impenetrabile, dove scroscia ancora furente il diluvio universale.
Dove finisce il piacere? E dove inizia il dolore? La sottile linea di demarcazione tra questi due estremi può essere molto evanescente. A volte l’uno può sconfinare nell’altro, oppure possono toccarsi o sfiorarsi, ma in ogni caso edone’ e patos sembrano raggiungere la
massima intensità solo se compresenti. Naturalmente
l’immediatezza del piacere (dolore) è connessa fortemente alla sfera erotico-sessuale, la cui complessità le
istantanee molto esplicite di Barbara De Giorgio offrono al nostro sguardo inevitabilmente voyeuristico
I detective onironauti Otto Mitra e Thomas Betlemme lavorano al Dipartimento Incubi della SOMNIA, un bureau federale segreto che svolge un lavoro di monitoraggio
del Piano Onirico – ovvero la dimensione nella quale prendono vita i sogni e gli incubi delle persone.
La “A.D.E. – Agenzia Dolce Epilogo” è una ditta di pompe funebri.
Ed è in fallimento, a causa di un evento misterioso che ha colpito il mondo intero: la gente ha smesso di morire! E se non ci sono più morti, quindi, non ci sono più cadaveri da seppellire.
Il diavolo vuole divertirsi ancora. E proprio per questo crea un “gioco” appositamente per i quattro becchini: tramite dei varchi spazio-temporali che apre lui stesso, grazie ai suoi poteri infernali, spedisce Olf e La Tosta nel passato e Stachovski e Osso nel futuro.
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