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Starborn

Il progetto Starborn magazine
nasce insieme al corso di
tecniche narrative manga
Bengaku di Douglas edizioni.
L’idea è quella di produrre un
dojinshi ( una fanzine
autoprodotta ) come
appuntamento editoriale, più o
meno regolare, che sia uno
strumento didattico con cui
affrontare sul campo tutte le fasi
(insieme alle problematiche) di
una vera e propria
pubblicazione:
Un’opportunità per applicare
tutte le nozioni apprese ed
avere un primo contatto con i
lettori, in modo da avere un
riscontro tangibile (e la
consapevolezza) dei propri
mezzi e dell’applicazione delle
proprie idee

Appunti di comunicazione teatrale

Questo libro nasce da appunti, studi ed esperienze stratificate nel corso di circa
trent’anni di attività teatrale, parte della quale dedicata alla formazione della
persona/attore in ambito scolastico e laboratoriale, parte svolta nella pratica
teatrale propriamente detta. Si tratta di un libro che – con tutti i limiti che una
formalizzazione su carta comporta – desidera essere uno strumento di lavoro
utile a coloro che si stanno avviando – o si sono già avviati – verso l’esercizio del
teatro come pratica pedagogica.
Il lavoro si sviluppa in due parti. La prima, intitolata “Dialoghetti imperfetti”,
restituisce in forma di mimesi il racconto di un percorso educativo/teatrale che
va dalla costituzione di un gruppo di allievi, fino al giorno del suo debutto in
teatro. La seconda parte, intitolata “Materiali condivisi”, contiene contributi di
approfondimento su alcune tematiche affrontate durante le sessioni di lavoro,
alcuni schemi di riferimento per la progettazione di un percorso teatrale e due
eserciziari, uno dedicato alla pratica di palcoscenico e un altro alla costruzione
di dialoghi.

Appunti di scritture per la scena

(…) “Quaderni” che nascono sia dalla ricerca sul campo che dallo studio teorico
ma – soprattutto – da una prassi laboratoriale lunga più di trent’anni: materiali che
si propongono quale strumento formativo per chi si occupa o intenda occuparsi
di drammaturgia (…

Appunti di scritture per la scena

(…) “Quaderni” che nascono sia dalla ricerca sul campo che dallo studio teorico
ma – soprattutto – da una prassi laboratoriale lunga più di trent’anni: materiali che
si propongono quale strumento formativo per chi si occupa o intenda occuparsi
di drammaturgia (…)

Munch

“Opere malfatte”, “parodia dell’arte”, “è scandaloso!” le solite critiche accompagnano l’opera di Edvard Munch alla sua prima mostra. Chi lo ama e chi lo detesta e chi meglio delle sue opere per parlare del loro creatore. Come sono state create, i suoi pensieri, la sua vita, in questo breve viaggio alla scoperta dell’autore saranno, per la prima volta, le sue opere a parlare di lui con la magia che solo l’arte disegnata può rendere, con l’intento non saggistico bensì con quello di stimolare e incuriosire. Un artista ancora attuale che tanto influenza il nostro immaginario, basti pensare ai tanti omaggi che il mondo della musica, del cinema e dell’arte gli tributano. Era giusto far parlare loro, i suoi quadri, mettendoli al centro della narrazione e magari gettare una nuova luce su un autore così fondamentale. Buon viaggio!

La scelta

In principio, subito dopo Dio, vennero i Mal’akhim. Remel, Raphael, Michael, Uriel, Gabriel, Samel e infine Helel, il più bello di tutti. Il loro ruolo, quello per cui furono creati, essere dei messaggeri: tutti loro avrebbero dovuto annunciare in ogni luogo la gloria di Yhwh. La loro purezza partecipava all’armonia del cosmo, contribuiva a mantenerla tale. Ma un giorno Helel fece una scelta da cui fu impossibile tornare indietro. Non costrinse i suoi fratelli a seguirlo, perché avrebbe significato versare troppo sangue, e innocente. Scelse per sé e per sé agì. Nessuna punizione per lui sarebbe stata più terribile che seguire in eterno unicamente il volere di Yhwe. Eppure quell’unica terribile ebbe come conseguenza il Caos e la perdita dell’E’dn da parte di Ad’m ed Heba, la fine del sogno e dell’incanto e l’inizio della nuova vita in cui sarebbero stati costretti per l’eternità a lottare ogni giorno nel dolore e nello smarrimento. Proprio questa rabbia contro il tempo e lo spazio ha dato vita alla leggenda di Satan…

15 agosto

C’è un momento particolare durante i mesi estivi.
Quel momento in cui le città si svuotano e, letteralmente, non rimane nessuno e sembra di essere finiti sul set di un film post apocalittico.

Vita

La storia, che muove i suoi passi in una Pozzuoli di inizio XX secolo, narra il percorso di una donna sensibile e forte che attraverso la semplicità della sua vita quotidiana giunge all’atteso matrimonio con il suo uomo scampato all’orrore della Seconda Guerra Mondiale. Dalla loro unione, di generazione in generazione, la saga familiare è narrata con vivo impatto dall’arte di Simone Prisco.

Irene

L’inconsapevole nascita di un sentimento tra le onde del mare, il racconto del primo bacio tra i banchi di scuola raccontato in maniera delicata da Simone Prisco che dopo “Vita” stupisce ancora il lettore per la bellezza e la semplicità delle sue storie.

Harcadya

In un mondo sopravvissuto all’ennesimo olocausto, in cui la superstizione e la sopraffazione regolano i destini degli uomini, il giovane Ryuga coltiva la propria fede nel valore della conoscenza e il desiderio, tutto umano, di dare voce e volto all’ignoto, nella speranza di creare una società nuova… forse migliore.

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